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intestazione

Viaggio verso l’esterno

“Luigi! Luigiiii! Di Napoli Luigi! Chi è Di Napoli Luigi..per favore silenzio, state zitti o faccio sgomberare l'aula e procediamo uno per volta.”L'uomo era vestito elegantemente, l'altezza e una folta barba ben curata gli conferivano una qual certa autorità ma non sufficiente a farsi ascoltare e mettere un po' d'ordine in quel coacervo di razze che continuamente riempivano l'immenso salone, uomini, donne, bambini, vestiti di tutte le fogge e di ogni epoca diversa, accompagnati da animali di tutte le specie stavano vociferando tra loro in un brusio al quale di quando in quando era necessario mettere un po' d'ordine.Il modo migliore era da sempre minacciarli di sgomberare la sala e procedere ad una persona per volta, perché questo avrebbe tolto loro il divertimento della proiezione.La proiezione, nonostante tutti vi avessero assistito migliaia di volte, era sempre un momento interessante, tante erano le varianti e le diverse possibilità di sviluppo d’ogni filmato.L'uomo, alzando e abbassando le palme aperte aritmicamente e gridando con più decisione riuscì ad ottenere silenzio, Di Napoli Luigi, che ricordava perfettamente il nome adottato nella precedente esperienza si staccò da uno dei capannelli che si formavano tra le persone.“Io!” Disse, avvicinandosi e alzando la mano per farsi notare “sono qui, sono io Luigi Di Napoli, comandatore.”“Vieni, vieni Luigi, siediti pure, allora? Vediamo un po’, caro il nostro Luigi, com'è andata, cosa ci racconti?” Luigi si era seduto comodamente davanti alla scrivania del comandatore, tutti conoscevano la procedura e guardavano incuriositi senza alcun tipo di disforia.Luigi Di Napoli iniziò a parlare: “Dei primi mesi non riesco a ricordare assolutamente niente”...Il comandatore delegato asserì pensieroso: “Lo so” disse “Non siamo mai riusciti a memorizzare fin dal primo contatto d'ingresso, credo si tratti dell'unico periodo di non esistenza assoluta, c'è una zona che non conosciamo, si scompare del tutto e non si è segnalati né qui né dall'altra parte, poi, trascorsi tre o quattro mesi improvvisamente si ricompare, cioè” fece una pausa “voi ricomparite, e da allora ha inizio la memorizzazione, sono migliaia d'anni, e nessuno è mai tornato indietro con la visione neanche approssimativa di quel periodo. Beh! Cominciamo.”Alzò la mano destra roteandola lentamente, a pochi centimetri dal viso di Luigi Di Napoli, che sprofondò sorridendo in un catartico sonno, dopo di che allargò le braccia sull'immenso pannello evanescente e luminoso del tempo e unendo le braccia, lo ridusse ad una striscia sottile di pochi centimetri.La proiezione ebbe inizio, grazie all'intervento operato sul tempo da comandatore delegato, le immagini sul grande schermo, catalizzando l'attenzione di tutti scorsero veloci, ciò che dall'altra parte era durato mesi si svolgeva in secondi ed in pochi minuti passavano quelli che erano stati lunghissimi anni.Il feto lo si vide formare in pochi attimi, perdere la coda, mettere gambe e braccia, ingrossare la testa, nuotare nel liquido amniotico e via giù, viaggio verso l'esterno.Ecco, quello era sempre il momento in cui si perdeva la memoria del mondo dal quale si proviene, per riacquistarla solo dopo nella sala del rientro.La platea commentava, ridendo, asserendo o scuotendo la testa negativamente, a secondo delle situazioni che dalla mente di Luigi venivano proiettate sullo schermo.Ognuno di loro era e ancora sarebbe stato sottoposto allo stesso trattamento, e tutti sapevano che anch'essi avrebbero offerto uno spettacolo che talvolta, da divertente diventava ridicolo e spiacevole.Nel frattempo la storia di Luigi Di Napoli era giunta al termine, egli aveva rivissuto la sua vita in tempi reali, fino a sentirsi di nuovo morire straziato dall'incidente, ed ora era lì, ancora una volta davanti al comandatore.Il comandatore delegato aveva le mani giunte sotto il mento, i gomiti appoggiati alla millenaria scrivania, stava scrutando l'uomo bonariamente.“Dunque! Di Napoli, ora quale sarebbe il tuo desiderio?”Di Napoli stava per parlare, ma il delegato lo interruppe prima che potesse proferire parola.Deciso, sia pur blandamente severo.“Di Napoli, ci sono delle regole, l'ho ripetuto a te e a tutti decine di volte, io non posso mandarti di là e farti vivere gli stessi accadimenti, perché tu ad un certo momento possa rimediare ad una situazione che avresti voluto si fosse svolta in una maniera completamente diversa.Che questa cosa tu l'abbia vissuta pienamente, o che tu ne abbia un forte rimpianto non significa niente, so perfettamente che al momento dell’emissione in quel mondo voi perdete nozione di questo, ma se tu parli di una così forte emozione significa che il cervello zeta ne è profondamente segnato, al momento che ti si permettesse di sovrapporre l'avvenimento, il cervello zeta, sia pure in maniera subliminale avvertirebbe l'anomalia, rischiando che l'intero circuito si aprisse completamente facendoti ricordare nell'altro mondo ciò che succede nella nostra realtà.Allora? Che accadrebbe allora?Posso dirtelo io che cosa accadrebbe, andresti in giro vantandoti che tu conosci la verità, che la morte non esiste, che al contrario dopo il decesso ci aspetta una bella sorpresa, tu sai che nella sala dei rientri mandiamo sempre i vostri cari ad attendervi, intanto saresti preso per pazzo. E se qualcuno ti credesse? Sarebbe ancora peggio. Non mi è certo permesso rischiare che chi ti crede sia disposto a suicidarsi per verificare. Di Napoli! Io ho degli ordini precisi.” Il comandatore delegato ora appariva lievemente alterato; “di questo mondo” continuò “non deve trapelare la più minuscola, impalpabile, microscopica notizia, sapere che si può rivivere toglierebbe il valore alla vita...e ora basta, cosa ti piacerebbe?”Di Napoli appariva leggermente corrucciato.“Beh!” Disse, “se le cose stanno così...” Fece una pausa, come a dare al suo interlocutore il tempo e la possibilità di compiangerlo e non fosse cosciente delle regole di un gioco che ripeteva da migliaia d’anni.Poi Luigi riprese a parlare, o meglio affermare che avrebbe ripreso, perché il comandatore, forte del fatto che conosceva esattamente il pensiero di chiunque avesse davanti, difficilmente riusciva a trattenersi e riprendeva il filo di quella che solo tra parentesi avrebbe potuto definire conversazione.“No! No! No!...Senti, sei appena arrivato dall'essere vissuto in Italia in una ricca famiglia...la volta precedente avevi voluto nascere in Danimarca, niente meno che imparentato con la casata reale, questa volta tu nasci in africa, nella fascia Sub Sahariana, in Mali per esempio, o in qualche sperduto villaggio ai confini del Ténéré, e non certo figlio di un capo.”Luigi che come tutti conservava memoria delle nozioni apprese nelle vite precedenti, stavolta obiettò velocissimo: “Ma io sono morto investito da un camion, ho anche sofferto, ho diritto a scegliere il posto dove nascere, voglio”...Il comandatore lo interruppe ancora una volta: “Hai sofferto! E' chiaro che hai sofferto, sai benissimo il motivo della sofferenza, delle malattie, degli incidenti, degli handicap, delle morti giovanili, della guerra! Della stessa guerra in cui muoiono migliaia di persone, corpi straziati, dilaniati, sviscerati, fatti a pezzi, squartati dalle bombe, donne, bambini, estranei ad ogni colpa, innocenti.Il mio compito è far apprezzare la vita in ogni sua forma, in ogni sua più banale manifestazione, e senza tutto questo non sarebbe possibile, mordereste un frutto senza sentirne veramente il sapore né la consistenza, poi sapete tutti che chiunque, in qualunque modo se ne vada da quel mondo, torna di nuovo qui, davanti a me, ad ogni buon conto va bene, niente Mali, niente Ténéré, Madagascar” disse in un tono che non ammetteva repliche “città di Antananarivo, và.”Di Napoli non sembrava molto convinto, domandò ancora: “Come vivrò? Quando, come morirò? A che età? Sarò felice? Sarò un uomo? Una donna?”Il comandatore ora sembrava davvero spazientito: “Per tutti i sette universi e poi il nulla in tutte le nove direzioni! Quante domande! Possibile che io debba ripetere continuamente le medesime cose, si può decidere dove nascere, come si vive o si muore, se si è femmine o maschi, in quale epoca, questo è del tutto affidato alla casualità...vai ora, vai, non vedi quante persone ci sono da sbrigare.”Di Napoli si alzò dalla sedia, salutò con aria contrita e si avviò lentamente alla sala di riammissione.Mai contenti! nessuno mai veramente contento.Ogni qualvolta la proiezione finiva, il vocio ricominciava immancabilmente. Il comandatore stava invariabilmente gridando di fare silenzio, chiamando a gran voce un altro nome.Poi notò che Di Napoli, trattenutosi a salutare un gruppetto di persone era ancora lì vicino. “Di Napoli! Di Napoli.” Lo chiamò a se con un gesto della mano, Luigi di Napoli si avvicinò rispettosamente con aria interrogativa: “Si comandatore, eccomi qua.”Il comandatore delegato, alzatosi dalla sua sedia lo prese confidenzialmente sottobraccio.“Senti Luigi” disse, “se vuoi fare una pausa, rimanere un po' qua non ci sono problemi, fermarti un periodo, e andare di là tra qualche tempo, è la prassi, se pensi che sia opportuno puoi farlo.”Di Napoli lo guardò un attimo perplesso, poi scosse la testa.“No”, disse: “il mondo è sempre in ogni modo una straordinaria avventura

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