Questo sito può utilizzare cookies tecnici e/o di profilazione, anche di terze parti, al fine di migliorare la tua esperienza utente.

Proseguendo con la navigazione sul sito dichiari di essere in accordo con la cookies-policy.   Chiudi

logo
arabo croato danese finlandese francese greco inglese norvegese olandese polacco portoghese spagnolo svedese tedesco     []     AAA
intestazione

Scuola e droghe: la repressione non risolve il problema

Scuola e droghe: la repressione non risolve il problema

Ancora una volta l’intervento delle forze dell’ordine negli edifici scolastici pontederesi ha fatto emergere il problema dello spaccio e del consumo di droghe nelle scuole. Non è certo una novità: il fenomeno esiste da tempo, gestirlo risulta difficile e richiede una serie di azioni coordinate e continuative.

Come spesso succede nei casi in cui emerge una clamorosa violazione della legalità, leggiamo suggerimenti riguardo manovre repressive (recinzioni, telecamere, vigilanza continuativa, perquisizioni). Queste reazioni, perfettamente comprensibili di fronte alla preoccupazione dei genitori, dei presidi e degli insegnanti, sono tuttavia misure estreme che, a nostro avviso, non risolvono il problema nella sua essenza.

La paura di essere scoperti e di essere puniti costituisce sicuramente un deterrente, ma possiede una efficacia soltanto parziale. Le regole servono e vanno rispettate, ma in un contesto nel quale l’evasione diventa una scelta “figa”, difficilmente possono arginare il problema.

Ci chiediamo dunque quale sia il modo più efficace per proteggere i nostri ragazzi. La risposta che sorge spontanea nella mente di chi si occupa di problematiche di questo tipo da anni è fondamentalmente sempre la stessa: questi fenomeni devono essere intercettati e prevenuti. In tal senso, l’informazione, l’educazione e la consapevolezza costituiscono la base di ogni sana azione di prevenzione.

In Australia è stata realizzata una campagna pubblicitaria al fine di sensibilizzare i giovani contro l’abuso di droghe leggere. Gli spot non evidenziano il pericolo né incutono paura, bensì fanno ironicamente leva sulla difficoltà che si incontrano nel vivere situazioni di vita quotidiana e relazionale in uno stato alterato. Il messaggio (“sei peggio quando fumi”) vuole dunque evidenziare la ridicolezza di certi comportamenti, in un momento storico, come quello attuale, nel quale l’attenzione alla propria immagine pubblica pare esser diventato il fulcro della vita degli adolescenti. Guardarsi allo specchio e riflettere su come si possa apparire agli occhi degli altri potrebbe essere una strada da percorrere per arginare il fenomeno.

L’unica via che ci appare percorribile è dunque quella della creazione di una rete di interventi, che siano in grado di affrontare ogni aspetto del fenomeno. Una rete di “protezione” in cui ogni esperienza, ogni competenza professionale ed ogni ruolo, giochino la propria parte.

A Pontedera sono presenti numerose realtà che si occupano di queste problematiche da anni: i servizi consultoriali dell'Azienda Sanitaria, le azioni di 
educazione alla salute che si fanno nelle scuole, i centri di socializzazione per i giovani, le associazioni di auto-aiuto e anche il servizio di ascolto telefonico gratuito di Charlie Telefono Amico (800-863096). Chi si sente in difficoltà non esiti a cercare un contatto. Sono servizi e professionalità a disposizione della cittadinanza, in grado di valutare ogni situazione con sensibilità, competenza e attenzione. Magari l’efficacia delle singole azioni potrebbe essere rafforzata se tutti i soggetti mantenessero con costanza un livello alto di confronto, se gli interventi fossero coordinati e messi in grado di garantire un approccio multi-direzionale, mettendo in campo una pluralità di strategie. Serve dunque una sempre maggiore sinergia ed una stretta collaborazione tra ogni singola risorsa spendibile.

E’ auspicabile inoltre mantenere un atteggiamento positivo e ottimista e non smettere mai di pensare che molti problemi, per quanto difficili e gravi possano apparire, possono essere affrontati e risolti. Strutture e professionisti garantiscono infatti a istituzioni, dirigenti scolastici, famiglie e ragazzi stessi, un’offerta di servizi di consulenza, ascolto e assistenza, ampia e qualificata. 

 

Fondazione Charlie Onlus

Cooperativa Sociale Arnera

Ancora una volta l’intervento delle forze dell’ordine negli edifici scolastici pontederesi ha fatto emergere il problema dello spaccio e del consumo di droghe nelle scuole. Non è certo una novità: il fenomeno esiste da tempo, gestirlo risulta difficile e richiede una serie di azioni coordinate e continuative.

Come spesso succede nei casi in cui emerge una clamorosa violazione della legalità, leggiamo suggerimenti riguardo manovre repressive (recinzioni, telecamere, vigilanza continuativa, perquisizioni). Queste reazioni, perfettamente comprensibili di fronte alla preoccupazione dei genitori, dei presidi e degli insegnanti, sono tuttavia misure estreme che, a nostro avviso, non risolvono il problema nella sua essenza.

La paura di essere scoperti e di essere puniti costituisce sicuramente un deterrente, ma possiede una efficacia soltanto parziale. Le regole servono e vanno rispettate, ma in un contesto nel quale l’evasione diventa una scelta “figa”, difficilmente possono arginare il problema.

Ci chiediamo dunque quale sia il modo più efficace per proteggere i nostri ragazzi. La risposta che sorge spontanea nella mente di chi si occupa di problematiche di questo tipo da anni è fondamentalmente sempre la stessa: questi fenomeni devono essere intercettati e prevenuti. In tal senso, l’informazione, l’educazione e la consapevolezza costituiscono la base di ogni sana azione di prevenzione.

In Australia è stata realizzata una campagna pubblicitaria al fine di sensibilizzare i giovani contro l’abuso di droghe leggere. Gli spot non evidenziano il pericolo né incutono paura, bensì fanno ironicamente leva sulla difficoltà che si incontrano nel vivere situazioni di vita quotidiana e relazionale in uno stato alterato. Il messaggio (“sei peggio quando fumi”) vuole dunque evidenziare la ridicolezza di certi comportamenti, in un momento storico, come quello attuale, nel quale l’attenzione alla propria immagine pubblica pare esser diventato il fulcro della vita degli adolescenti. Guardarsi allo specchio e riflettere su come si possa apparire agli occhi degli altri potrebbe essere una strada da percorrere per arginare il fenomeno.

L’unica via che ci appare percorribile è dunque quella della creazione di una rete di interventi, che siano in grado di affrontare ogni aspetto del fenomeno. Una rete di “protezione” in cui ogni esperienza, ogni competenza professionale ed ogni ruolo, giochino la propria parte.

A Pontedera sono presenti numerose realtà che si occupano di queste problematiche da anni: i servizi consultoriali dell'Azienda Sanitaria, le azioni di educazione alla salute che si fanno nelle scuole, i centri di socializzazione per i giovani, le associazioni di auto-aiuto e anche il servizio di ascolto telefonico gratuito di Charlie Telefono Amico (800-863096). Chi si sente in difficoltà non esiti a cercare un contatto. Sono servizi e professionalità a disposizione della cittadinanza, in grado di valutare ogni situazione con sensibilità, competenza e attenzione. Magari l’efficacia delle singole azioni potrebbe essere rafforzata se tutti i soggetti mantenessero con costanza un livello alto di confronto, se gli interventi fossero coordinati e messi in grado di garantire un approccio multi-direzionale, mettendo in campo una pluralità di strategie. Serve dunque una sempre maggiore sinergia ed una stretta collaborazione tra ogni singola risorsa spendibile. 

E’ auspicabile inoltre mantenere un atteggiamento positivo e ottimista e non smettere mai di pensare che molti problemi, per quanto difficili e gravi possano apparire, possono essere affrontati e risolti. Strutture e professionisti garantiscono infatti a istituzioni, dirigenti scolastici, famiglie e ragazzi stessi, un’offerta di servizi di consulenza, ascolto e assistenza, ampia e qualificata. 

 

 

Fondazione Charlie Onlus

Cooperativa Sociale Arnera

Tags: -